Enrico Bearzotti, talento super al servizio dell’Arezzo

Per diventare un calciatore professionista, si sa, devi fare una lunga gavetta e forse hai la speranza di sfondare. Spesso il cammino avviene attraverso infiniti passaggi per i settori giovanili. Enrico Bearzotti, attaccante esterno classe '96 dell'Arezzo in Lega Pro, invece ha sempre bruciato le tappe e sin da giovanissimo ha cominciato a confrontarsi con i più grandi.

Enrico Bearzotti è di proprietà dell'Hellas Verona, ma in Lega Pro si sta distinguendo per le sue ottime prestazioni condite da assist e gol: "Le ultime tre gare sono state fondamentali - racconta Enrico - contro il Tuttocuoio ho segnato e fatto assist a Moscardelli. Ma nelle due partite precedenti, importanti per il cammino dell'Arezzo, contro Siena e Alessandria ho dato il meglio di me". Questo ragazzo, appunto, gioca con calciatori esperti e in un ambiente che ha grandi ambizioni di promozione, visto che l'Arezzo è al secondo posto in classifica: "Questa è una grande piazza e ci si aspetta sempre i migliori risultati. Non è la mia primissima esperienza da professionista, quindi ci è voluto poco a trovare feeling con i compagni e con la società intera. Qui sento la fiducia, riesco a giocare con continuità e in campo sto facendo vedere le mie migliori qualità".

Attaccante rapido, veloce e intelligente. Enrico Bearzotti ha sempre giocato da esterno alto d'attacco: è ambidestro, quindi può posizionarsi sia destra che a sinistra delle due fasce. Il suo ruolo principale con gli amaranto è quello di ala destra, inserito in un 4-2-3-1. Bravo a proporsi negli inserimenti e con grandi doti di finalizzazione. In questa stagione i numeri sono dalla sua parte: 19 presenze tra campionato e Coppa Italia, 3 gol e 3 assist. (Scopri i migliori talenti di Lega Pro, sono tutti sul nostro nuovo almanacco La Giovane Italia, clicca qui per scoprire le future stelle del calcio di casa nostra http://www.zambonedizioni.it/giovane-italia.html)

Un percorso, quello di Enrico, pieno di esperienza e ricco di soddisfazioni: “Sono partito, come tutti, dalla scuola calcio di paese per poi girare diverse città. Ho fatto gli Allievi Nazionali al Portogruaro, ma la società poi è fallita. Da lì potevo scegliere di fare un’esperienza nel settore giovanile del Carpi, ma ho preferito mettermi in discussione, a 16 anni, nel Pordenone in Serie D”. Con il Pordenone Enrico Bearzotti trova la sua consacrazione, infatti con la squadra vince il campionato e la pole scudetto con la finale disputata, come anticipo sulla sua storia, proprio ad Arezzo contro la Lupa Roma. In quella stagione colleziona 34 presenze e segna 5 gol.

Dopo Pordenone arriva la grande chiamata: “L’Hellas Verona mi ha messo sotto contratto e ho disputato l’ultimo anno del campionato Primavera. Siamo arrivati in finale con l'Inter al torneo di Viareggio. A maggiore età acquisita ho ricominciato a girare in prestito. L’anno scorso sono stato a Padova, dove mi sono trovato molto bene ma ho giocato poco. Oggi, eccomi qui ad Arezzo”.

Enrico Bearzotti ha grandi speranze riguardo il suo futuro ed è ottimista. Prima pensa a far bene con la maglia amaranto, poi magari spera nel salto di categoria: "Che sia qui o a Verona è sempre importante avanzare da una serie all'altra. Bisogna lavorare costantemente e avere le occasioni giuste senza sprecarle. Credo che oggi ci siano molte più opportunità per noi giovani, ma in Italia dobbiamo perfezionarci. Dobbiamo capire che i nostri settori giovanili, noi giovani atleti siamo il futuro e abbiamo un enorme potenziale, quindi bisogna farci giocare, soprattutto chi ha maggiori capacità. Ci vuole meritocrazia".