Bouah, il treno giallorosso corre verso un futuro da grande

Devid Bouah, il treno giallorosso corre verso un futuro da grande

Il settore giovanile della Roma ci ha abituati ad una florida tradizione di giovani lanciati verso i massimi palcoscenici del calcio italiano e internazionale. Ma dalla scorsa stagione, nella Primavera giallorossa sta brillando la stellina di un talento che promette di essere davvero speciale. Parliamo di Devid Eugene Bouah, terzino destro classe 2001 che, dopo un inizio di carriera travagliato, sta riscuotendo con gli interessi i dividendi che lo hanno proiettato tra i migliori prospetti del nostro calcio.

Il nostro Ranking del campionato Primavera 1 parla chiaro: Devid guarda tutti dall’alto in basso, sul gradino più alto di una classifica che sta premiando la sua capacità di sapere bruciare le tappe, risultando tremendamente decisivo per le sorti della Roma. Se la scorsa annata era stata un corposo antipasto delle qualità del ragazzo, capace di imporsi da sotto età tra i titolarissimi della Primavera di mister De Rossi, questo inizio di stagione sta segnando un ulteriore e vertiginoso picco di crescita per la carriera del laterale destro. Uno che i gol di mestiere dovrebbe evitarli, ma che invece si diletta a farli in quantità industriali, ricordando un recente passato in cui il suo raggio d’azione in campo era più avanzato. Con 6 reti all’attivo, equamente divise tra campionato e Youth League, Bouah è il secondo miglior marcatore stagionale della Roma, staccato soltanto dall’implacabile Celar che sta dominando la classifica cannonieri del Primavera 1.

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Un’ascesa travolgente per il ragazzo arrivato in giallorosso all’età di dieci anni, dopo gli inizi alla Lodigiani. Ma fino a un paio d’anni fa, la sua parabola non assomigliava affatto a quella di un predestinato: continuamente tormentata da problemi muscolari, figli di una struttura fisica che si stava evolvendo in quella da atleta devastante che adesso sfoggia con continuità in Italia e in Europa, la carriera di Devid è svoltata con l’arretramento dalla posizione di esterno offensivo a quella di terzino. La testa sulle spalle e la capacità di aspettare con pazienza il suo momento, senza lasciarsi condizionare dalle avversità che lo hanno frenato nei primi anni in giallorosso, hanno fatto il resto.

La prima panchina in Serie A contro il Benevento al termine della passata stagione, che lo ha reso il primo giocatore nato dopo il terzo scudetto della Roma ad essere convocato in prima squadra, ha certificato la stima e l’attenzione nutrite nei suoi confronti dal club capitolino. La Roma ha tra le mani un piccolo gioiello, che anche in azzurro si sta mettendo in mostra al punto da meritarsi la convocazione con la Nazionale Under 19; ovviamente da sotto età, un marchio di fabbrica per un ragazzo che corre veloce verso un futuro da protagonista.