Alziamo i Ton…ali. A Brescia guida un 2000.

Con il Brescia invischiato nella zona rossa della classifica di Serie B era difficile anche soltanto ipotizzare il lancio di qualche giovane in prima squadra. Le Rondinelle, però, hanno tirato fuori il classico coniglio dal cilindro, stupendo con effetti speciali tifosi e addetti ai lavori. Gli scettici che, nel leggere la data di nascita del protagonista della nostra storia, hanno storto il naso o alzato gli occhi al cielo, sono serviti: Sandro Tonali, centrocampista classe 2000, è giovane solo sulla carta d'identità, perché in mezzo al campo gioca con la naturalezza e la serenità del più scafato dei veterani. Piede vellutato, personalità e testa sempre e comunque alta: l'elogio della semplicità, quella con la quale il giovane bianco azzurro si è preso le chiavi del centrocampo della squadra di mister Boscaglia.

Tonali è arrivato a Brescia sei anni fa, approdato nel club lombardo dopo il fallimento del Piacenza, società nella quale è cresciuto e ha cominciato il percorso che lo ha portato a giocare tra i professionisti a diciotto anni non ancora compiuti. Questi anni sono stati fondamentali per la sua formazione, poiché Sandro viene spostato dal giocare attaccante, ruolo che non gli si addiceva per il suo modo di stare in campo, per essere posizionato in cabina di regia. Il Brescia ha deciso di puntare su di lui sin dalla categoria Giovanissimi e lo ha fatto crescere fino a portarlo in Primavera, dove nella prima parte di questa stagione ha avuto la fortuna e la possibilità di essere allenato da mister Baronio, ex giocatore che nel ruolo proprio dello stesso Sandro ha fatto vedere grandi cose. Gli insegnamenti del tecnico, che proprio con la maglia del Brescia si è affacciato al grande calcio (vincendo tra l'altro una Viareggio Cup, nel 1996), hanno sin da subito iniziato a fruttare, permettendo al talento del classe 2000 di sbocciare in tutto il suo splendore. Qualche allenamento con i grandi è bastato per far capire a staff e società di aver davanti un talento puro.

Un assaggio di B nella prima giornata contro l’Avellino e poi l’esordio da titolare qualche mese più tardi contro il Palermo. Al Barbera i riflettori sono puntati su questo ragazzo con la maglia numero 34, il Brescia esce sconfitto ma Sandro in mezzo al campo fa vedere subito di che pasta è fatto: lottatore e lavoratore instancabile, chiude le ripartenze del Palermo e gioca con una semplicità da lasciar a bocca aperta i tifosi presenti allo stadio. La conferma arriva la settimana successiva contro il Parma: di nuovo titolare, e fiducia di mister Boscaglia ripagata con un’altra grande prestazione. I tifosi lo applaudono ad ogni giocata e con lui le rondinelle hanno iniziato a trovare punti importanti per la salvezza. Questo ragazzo timido ed introverso, ma che in campo si trasforma indossando i panni del veterano, sta infondendo la sua tranquillità anche ai compagni più esperti. Ogni giornata è un crescendo rossiniano, culminato con la sfida contro la Ternana nella quale Sandro ha letteralmente illuminato il Rigamonti, servendo un cioccolatino che Torregrossa ha dovuto soltanto depositare in rete. Facile azzardare il paragone con Andrea Pirlo, sia nel modo di giocare ma anche nella fisionomia: Tonali può seguire le orme del campione del mondo, che ha visto iniziare la sua epopea proprio dal prato del "Rigamonti". Con la testa ancorata sulle spalle ma una grande voglia di volare in alto e di illuminare il suo Brescia.

Simone Brianti di MondoPrimavera.com