Un tuffo nel passato. Jacobelli uno di noi.

C'era una volta un caporedattore illuminato che concedeva spazio, sulle pagine di un quotidiano nazionale,  ad uno "sbarbato" bramoso di raccontare. Dopo 28 anni, quel caporedattore e' diventato (pluri) direttore di un altro quotidiano. E lo sbarbato non ha mai smesso di "perseguitarlo" con questa smania di proporre qualcosa di inedito . Questa volta pero', cambiando sport. Calcio. Odiosamente calcio. Si , ma partendo da un'analisi di mezzi disastri nazionali ai Mondiali. Sud Africa 2010, Brasile 2014. Russia 2018.. Ehm no. Qui nemmeno ci abbiamo messo piede... Insomma, anche al "dir" questa china giornalistica volta a denunciare un'ondata esterofila massiccia quanto inutile, a scapito dei talenti di casa nostra, con la connivente complicita' di dirigenti e maneggioni,  e' piaciuta.

Mettici che quei due non si sono mai persi di vista. E appena possono combinano qualcosa. Basandosi sul concetto che lo sport vada sempre accompagnato da valori come istruzione, educazione e disciplina. Per tutto il resto, il pezzo spiega tutto. Grazie Xavier. Da tutta la redazione LGI.