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Un tuffo nel passato. Jacobelli uno di noi.

C'era una volta un caporedattore illuminato che concedeva spazio, sulle pagine di un quotidiano nazionale,  ad uno "sbarbato" bramoso di raccontare. Dopo 28 anni, quel caporedattore e' diventato (pluri) direttore di un altro quotidiano. E lo sbarbato non ha mai smesso di "perseguitarlo" con questa smania di proporre qualcosa di inedito . Questa volta pero', cambiando sport. Calcio. Odiosamente calcio. Si , ma partendo da un'analisi di mezzi disastri nazionali ai Mondiali. Sud Africa 2010, Brasile 2014. Russia 2018.. Ehm no. Qui nemmeno ci abbiamo messo piede... Insomma, anche al "dir" questa china giornalistica volta a denunciare un'ondata esterofila massiccia... Continua a leggere

Ma veramente stiamo tornando forti?

Due finali ai recenti campionati europei, con Under 17 e Under 19, ci consegnano un dato di fatto. A livello giovanile, le nostre Nazionali, come conferma anche il terzo posto mondiale Under 20, sembrano godere di ottima salute.  Fin qui dunque tutto bene. Se il quesito che poniamo come titolo puo' avere un responso, altra risposta non ci puo' essere che affermativa. C'e' pero' un lato della medaglia preoccupante. Che, quando nel testa o croce per capire se quelle premesso possano essere veritiere, ricadendo sul versante opposto, ti sbatte in faccia l'altra meta'. In Europa , dai 20 anni in... Continua a leggere

Belle facce LGI e il CT di facciata.

Non capita tutti i weekend di dare un'occhio a quello che ha saputo offrire il calcio italiano e volerne ricavare storie edificanti o esempi da ricordare.  Va fatto un enorme sforzo, nonostante siamo al giorno 0 di una nuova avventura federale.

Se pero' ci si concentra , applicando un filtro LGI, ecco che magicamente si compone un filone di storie virtuose uscite da questa tre giorni alle spalle.

La copertina la merita senza dubbio la Spal di Leonardo Semplici. Vincere a Roma non e' mai banale. Ma farlo con una identita' fortemente italiana (9 su 11 in campo) non snaturando la china della nostranita' totale che aveva riportato i ferraresi in serie A,  e' un segnale ancora piu' bello per il nostro movimento. Semplici e' uno di quelli che ha fatto la gavetta nei campionati giovanili e ha un credo ben preciso. Con me chiunque si deve sentire importante. Perche' prima o poi, in  una stagione lunga, logorante, deve saper farsi trovare pronto e fare la differenza.

All'Olimpico la sblocca Petagna (1995) su rigore ma la blinda Kevin Bonifazi (1997) (coppia presente sui nostri almanacco sin dagli albori). Era alla prima da titolare in serie A con la Spal (dopo 6 col Torino precedentemente) e ha pensato bene di sbucare sul primo palo prima del comandante Fazio per lasciarsi alle spalle nel migliore dei modi un intervento per una ernia inguinale.

Roma si morde le mani anche per non aver creduto in Arturo Calabresi (1996). E' cresciuto a pane e giallorosso, complice anche la fede di papa' Paolo. Ma dopo un settore giovanile di grande rilevanza, brutte storiacce legate al contorno marcio del calcio della Capitale, lo hanno portato a emigrare lungo lo stivale. Livorno, Brescia, Spezia, Foggia e ora Bologna, finalmente, in A. Esordio contro chi? ovviamente contro la sua squadra del cuore. Con vittoria e autoconsapevolezza che la categoria ti accoglie finalmente. Normale, quasi fisiologico, che alla quinta di fila ci scappi un golletto che tatticamente dice tutto. Da marcatore, ti smarchi. Se arrivi a ridosso dell'area e non ti segue chi dovrebbe, prendi fiducia e provi ad andare fino in fondo. Scambio e palla di destro sotto la traversa. Il Toro ripreso per le corna sul 2 a 2 finale. Bravo Artu', le coronarie di Calabresi senior hanno retto.

Ma qualcuno che segna e pensa anche alla mamma c'e'?. Ovvio. Si chiama Daniel Bessa (1993). Lui ha una storia meravigliosa che abbiamo gia' raccontato come LGI (https://www.youtube.com/watch?v=yAAEwcQuny0).  Ferma la corsa solitaria della Juventus con un colpo di testa e ricorda, nella giornata della lotta contro il cancro, che mamma 6 anni fa ha sconfitto la bestiaccia e meritava questo premio. Daniel racconta sempre se stesso e le sue tante sfighe con un sorriso stampato che la dice lunga sulle priorita' della vita.

Scendi di categoria e ritrovi chi, proprio in quel ruolo, proprio al Genoa, non ha saputo incidere. Ma forse perche' , tra i vari deliri gestionali di Preziosi, un allenatore non ha mai avuto la tranquillita' di poterlo testare per almeno due gare di fila. Leo Morosini (1995) riporta in quota il Brescia sul 2 a 2 , dallo 0/2, a Cittadella. Per uno che adora fare musica, che 'e stato ospite a X Factor, le audizioni sono alle spalle. E' tempo di riprendersi la serie B con un ruolo da finalista.

Si rivede anche una nostra vecchia conoscenza in gol. Anche lui a Brescia c'e' passato,  in una delle poche finora esperienze ragionate. Le tante altre destinazioni non calibrate, scelte piu' per soddisfarne l'ego ( e il portafoglio dell'agente), potrebbero forse aver insegnato qualcosa a Federico Bonazzoli (1997) che timbra col Padova il quarto gol in cadetteria. Gol ininfluente sul risultato, come quello di Luca Vido (1997) , suo dirimpettaio di tanti Derby ai tempi delle giovanili Milan. Approdato a Perugia dopo Cittadella, vuole provare a incidere raccogliendo l'eredita' di Alberto Cerri. Due ragazzi che lontano da Milano devo trovare la loro strada e, speriamo,  riregalarci emozioni come durante le stracittadine.

Chiudiamo rimanendo su uno dei due 1997 piu' forti. A Nicolo' Barella nel weekend riescono tre imprese in una. Sopravvivere, lui e il suo Cagliari, alle copertine e alla trasferta di Firenze. La terza, quella che ci convince di piu' sull'utilita' di esistere e informare , come LGI, riguarda un suo presunto apprendistato in serie A (??)

Lo teorizza in Tv nientemeno che il CT della Nazionale Maggiore, che pur riconoscendo grandi meriti al centrocampista sardo, ne ipotizza ancora una certa inesperienza, contabilizzandone il numero di prestazioni ad "una ventina in A...."

Sarebbero 74. con  7 gol. Se poi volessimo fare i pignoli, contando anche quelle in B e in Coppa Italia, Nicolo' ha appena festeggiato quota 100 tra i professionisti.

Tutto bene. In fondo sarebbe lui quello da conoscere meglio se "non si vuole nemmeno pensare ad Allan...

Paolo Ghisoni

 

 

Maggiore e’ il sacrificio, piu’ bello sara’ il traguardo.

Dove eravamo rimasti con Giulio Maggiore? Ah si, alla prefazione del nostro Almanacco 2017/18. Perche'? Beh, uno che rinuncia ad un Mondiale Under 20 con la maglia dell'Italia per chiudere un percorso di studi e prendersi un diploma non lo trovi dietro ogni angolo. Finita' li?. Manco per sogno. Perche' a Spezia, alla presentazione del volume, avevamo conosciuto la famiglia Maggiore. E l'impressione che il calcio, nell'economia delle priorita'  fosse un fattore quasi secondario era stata abbastanza chiara.  Almeno stando alle parole di mamma Federica, maestra elementare, che ammoniva cosi il suo protetto:  "Si, ok , bene Ma adesso sotto... Continua a leggere