Un, due, tre…Morra! La Pro Vercelli in B per sognare la A

Tre è il numero che spiega la gran settimana di Claudio Morra: simboleggia le reti segnate alla Carrarese questo weekend in Serie C, i punti portati a casa e anche gli anni dall'ultima tripletta, che fino a qualche giorno fa era stata anche l'unica in carriera. L'attaccante classe '95 della Pro Vercelli ritrova la Giovane Italia per raccontarsi.

Iniziamo dalla fine, dalla tripletta contro i marmiferi di fronte a gente del calibro di Maccarone e Tavano.
"Una gran bella sensazione. Segnare fa sempre piacere, figurati se riesci a farne tre tutti insieme, per la prima volta tra i grandi, contro una delle squadre più forti del campionato. Era una partita tosta che dovevamo vincere. Esserci riusciti grazie ai miei gol non può che rendermi felice".

La prima tra i grandi ma non in carriera, visto il tris alla Fiorentina in semifinale Primavera con la maglia del Torino.
"Un'altra giornata indimenticabile. Superammo i viola e approdammo in finale, vincendo poi il titolo. Quella tripletta fu importante perché arrivata in un momento fondamentale della stagione, quella del weekend lo è perché tra i professionisti capisci veramente quanto pesano i tre punti".

E perché volete la B...
"Già, vorremmo ritornarci subito. Avrei preferito esserci adesso tramite il ripescaggio ma adesso pensiamo al campo. Siamo in un girone difficile con squadre come Novara ed Entella che puntano al primo posto".

Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, dovrebbe essere più facile fare gol.
"Attenzione a considerare semplice la C, non è così: tante squadre ci hanno messo anni a vincerla. È più semplice segnare perché hai più occasioni: in B lotti per la salvezza, in Lega Pro per vincere. Quindi c'è più spazio, durante il match, per attaccare. Io poi ho una gran voglia di ripagare la fiducia della società, la tripletta in tal senso mi ha avvicinato all'obiettivo".

E ti ha costretto a trovare lo spazio giusto per un altro pallone.
"Con molto piacere direi. Ho portato la palla a casa mia, a Saluzzo. È nella mia stanza, accanto a quella portata a casa dopo il tris col Torino Primavera. Non mi dispiacerebbe aumentare la collezione che vedete in foto (ride NdR)".

I palloni delle triplette a casa Morra

Cosa è rimasto di quel Toro?
"Sicuramente una parte del cuore granata. Poi l'aver conosciuto un mister come Longo, arrivato fino in Serie A. E tante chat whatsapp con i vecchi compagni, come Edera e Bonifazi attualmente in massima serie, oltre ai vari Proia, Graziano, Fissore e Zaccagno. Qui a Vercelli, inoltre, ho ritrovato Rosso".

Non vorresti tornarci?
"Un giorno sì, magari in Serie A, così da prendermi due soddisfazioni in un colpo solo. Adesso, però, testa solo alla Pro Vercelli: siamo un bel gruppo, con mister Grieco che ci sta facendo lavorare bene e la voglia di riprenderci subito la B dopo la retrocessione".

In un'annata che, comunque, ti ha visto a segno sei volte.
"Conta relativamente, visto che siamo comunque scesi in Lega Pro. Spiace anche perché non ho trovato il giusto feeling col tecnico di allora, da gennaio in poi non ho giocato con regolarità. Ma è mancata anche un po' di concentrazione da parte mia, è stata una stagione storta per tanti motivi".

Quella che stai vivendo non è la tua prima annata in Serie C.
"No, nel 2015-16 mi sono diviso tra Fidelis Andria e Savona. In Puglia l'esperienza mi ha insegnato tanto, soprattutto perché vissuta lontano da casa. È stata positiva perché mi ha fatto crescere ma negativa perché, a causa di continui problemi fisici, sono sceso molto poco in campo. Il tutto dopo aver segnato una doppietta agli inizi del campionato. In Liguria, invece, ci sono andato in un anno particolare, con i biancoblù che dovevano scontare punti di penalizzazione e una retrocessione che non è stato possibile evitare. Però è stato meglio vivere sin da subito certe esperienze, sono comunque state formative".

In realtà l'esperienza più lontana è arrivata da ragazzino.
"Avevo 16 anni, andai al Levante in Spagna. Lì, però, ebbi problemi col transfer e scelsi di tornare in Italia, al Verona perché non riuscivo a giocare. E per uno come me, abituato a giocare tutto il giorno sin da quand'ero bambino, era una situazione insostenibile. Da lì il Torino, lo Scudetto Primavera, la B e la C".

Manca solo la A.
"Ci sono andato vicino: un paio di panchine col Toro. Resta un sogno che proverò a realizzare".

Morra si porta a casa il pallone dopo la tripletta (Foto F.C. Pro Vercelli 1892)