Giannotti: Crotone, Rende e quella maestra talent scout

Quando la via maestra te la indica...la maestra. Pasquale Giannotti, duttile centrocampista-ala in forza al Rende, nel weekend ha segnato la prima rete in carriera tra i professionisti. Una carriera, quella del classe ‘99 di proprietà del Crotone, nata grazie a una maestra lungimirante: “Andavo all’asilo, quando potevo uscivo in cortile a giocare a palla. Un giorno una maestra, dopo avermi visto all’opera, disse a mia madre di portarmi in una scuola calcio perché, secondo lei, me la cavavo abbastanza bene. E così, a 5 anni, i miei mi iscrissero nel club del mio paese. Ricordo ancora che ad ogni allenamento volevo che mia madre fosse lì vicino, perché ero piccolo e la sua presenza, anche se fuori dal campo, mi faceva sentire al sicuro. E per le partite veniva al campo anche mio padre”.

Da Cirò Marina al Crotone, un bel salto.
“Avevo 14 anni, son passato nel giro di poco dai campionati provinciali a quelli nazionali. In quel momento ho capito che quella del calciatore poteva diventare la mia professione. Ma la strada per arrivare in alto ancora è lunga. Far parte dei pitagorici, per me, è un onore anche oggi che vesto un’altra maglia, altrettanto importante, come quella del Rende. Anche perché sono ancora sotto contratto con il Crotone...”

Anche perché resta ancora vivo il sogno Serie A.
“Già. Nella stagione scorsa sono stato convocato alla seconda partita di campionato contro l’Hellas Verona, con mister Nicola alla guida della prima squadra. Dopo tanto tempo, nella seconda parte di stagione, sono stato richiamato anche dall’allora nuovo tecnico Zenga per la trasferta di Torino e per la gara in casa col Bologna. Ci sarebbe stata la Juventus di lì a breve ma mi infortunai e chiusi anzitempo l’annata, sfiorando il debutto”.

Intanto c’è il Rende: inizio strepitoso, vetta a un punto e tua rete decisiva nell’ultimo match.
“Primo gol nei professionisti, davvero una emozione unica. E poi è valso tre punti quindi la sensazione è ancora più bella. Ho recuperato una palla a centrocampo, sono andato di corsa verso il portiere e quando l’ho visto uscire ho tirato: la palla è entrata ed è stato fantastico. Aspettavo da tanto questo momento e sono contento anche per i miei compagni: siamo tutti giovani e umili, mister Modesto ci fa giocare un bel calcio. Mi sono ambientato benissimo sia nel club che in città: sono rimasto nella mia Calabria in un ambiente tranquillo e adatto per far calcio”.

Come ci sei arrivato?
“Durante il ritiro estivo col Crotone, mi ha chiamato la dirigenza biancorossa. Io avevo voglia di giocare, anche scendendo di categoria. In più la società, il direttore sportivo Martino e mister Modesto mi volevano tanto. Chi c’era stato mi aveva, inoltre, parlato molto bene di questo club. E così ho scelto Rende”

Dove vuoi/volete arrivare?
“A livello personale spero di andare in doppia cifra. So che è difficile, è il mio primo anno tra i professionisti, ma ci proverò. Come team l’obiettivo primario è la salvezza ma continuando così possiamo tranquillamente aspirare a qualcosa di più”.

E Crotone?
“Lo seguo sempre, spero che torni in Serie A il prima possibile. Chissà che un giorno non tocchi a me vestire la maglia rossoblù in massima serie...”.