Genoa e Samp insieme? Sì, grazie ai giovani dell’Albissola

Un club giovane per giocatori giovani. L'Albissola, nato nel 2010, adora mandare in campo gli Under 19 che tanto ci piacciono. Attenzione, non li manda mai allo sbaraglio, così come non li ha presi semplicemente per far minutaggio. Il direttore sportivo dei ceramisti, Andrea Mussi, ai nostri microfoni ha analizzato il rapporto dei cavallucci con i classe '99 e 2000, tanto cari a La Giovane Italia, nella prima parte di stagione, fino al termine del 2018.

Dando un'occhiata al nostro ranking, ben quattro dei vostri sono tra i primi venti per minutaggio. Praticamente uno su cinque tra i più utilizzati in tutta la Lega Pro.
"Occhio, però, a non far passare il messaggio che quantità escluda qualità. I nostri ragazzi sono stati scelti con molta attenzione dai vivai di grandi club come Genoa, Sampdoria e Napoli. Una volta individuato il target, ossia il giovane, ci poniamo sempre la domanda se sia bravo o meno. Magari a qualcuno interessa semplicemente sapere di che anno è e se è valorizzato. Da noi, invece, ogni ragazzo è qui per un perché, non per fare numero in rosa. I giovani sono la base della Lega Pro ma la qualità ti fa fare punti".

E siete anche riusciti a unire le due parti di Genova.
"Al di là della rivalità reciproca, Genoa e Sampdoria sono club geograficamente a noi vicini e questo per noi significa molto Un ragazzo all'Albissola non è un numero qualsiasi ma è messo nelle condizioni, o almeno ci proviamo, per dare il massimo. Questo significa che cerchiamo di farli stare il più possibile a loro agio: se prendi ragazzi della tua zona gli permetti di vivere in famiglia e di coltivare le amicizie che ha sin dall'infanzia. E per chi arriva da fuori, comunque, c'è la foresteria nella quale tendiamo a coccolarli, capendo che la distanza può essere un problema. Nelle nostre scelte, quest'estate, abbiamo ragionato anche su questo".

L'idea diffusa, soprattutto tra i più grandi, è che gli under siano un semplice bancomat per le società.
"Penso che sia giusto far giocare i giovani ma solo se meritano. Sono cresciuto in un calcio in cui se eri bravo giocavi, a prescindere dall'età. Poi c'è una regola che li agevola ma io andrei controcorrente. Al posto di togliere il minutaggio lo posticiperei, anche per evitare che un 23enne improvvisamente passi di moda. Altrimenti, al posto di dare un tetto massimo di over, si potrebbe dare un numero minimo di under: poi da lì ogni squadra sceglie se e quanti over tesserare. E non mi dispiacerebbe rivedere la 2^ Divisione, nella quale i giovani potrebbero crescere con più tranquillità: vi assicuro che, per un 18enne, il salto dalla D alla C è molto grosso".

Tra di loro Matteo Calcagno ha già superato i mille minuti in campionato. Non a caso il terzino è nella nostra Top Ten per minutaggio.
"È un ragazzo che si impegna tanto, non solo dal punto di vista fisico. Si applica tanto anche mentalmente, da questo nascono le sue prestazioni più che positive. E per questo gioca spesso e, sempre per questo, è più facile riconfermarlo di settimana in settimana. Se i risultati continuano a darci ragione non vedo perché dovremmo cambiare".

A dieci minuti da quota mille vi è il portiere Giacomo Piccardo.
"E non era nemmeno partito titolare in stagione. Lo seguivamo già da un pezzo, nella passata stagione non aveva giocato molto ma era nei radar dell'Albissola. È uno che dà l'anima e che ha saputo aspettare il momento giusto".

Un altro a un passo da quota mille è il difensore Filippo Oliana che, coppe comprese, in realtà ha già superato quella cifra.
"Ribadisco che la nostra scelta è stata fatta sugli uomini prima ancora che sui calciatori: Filippo era un altro che non giocava all'inizio. Forza, costanza e maturità nel continuare ad allenarsi senza mai scoraggiarsi gli hanno permesso di farsi trovare pronto quando il mister lo ha chiamato in causa".

A centrocampo due giovanissimi: iniziamo da Gabriele Raja, piccolino ma grintoso, per il secondo anno di fila con voi.
"Su di lui il nostro club ci lavora da un paio d'anni, qui ha già vinto il precedente campionato da protagonista. È stato riconfermato, con l'appoggio del Genoa, perché s'è intravista la possibilità di crescita. La sua determinazione e la grande voglia lo agevolano a mettere struttura. Ma anche adesso, pur se rende spesso centimetri all'avversario, non ha paura di nulla".

E poi c'è Davide Sibilia, in Top 20 per rendimento.
"Si alterna con Raja a centrocampo. Strutturalmente anche lui deve migliorare ma ha avuto crescita incredibile in poco tempo: è venuto fuori soprattutto nelle ultime partite: le sue grandi prestazioni si sono rivelate molto utili"

Tutti i calciatori fin qui nominati, per intederci, sono tra i migliori 25 del nostro ranking sia per minutaggio che nella sezione bonus/malus. Ma non sono i soli: a quasi 500 minuti vi è Raffaele Russo.
"Il suo è un ruolo particolare per un giovane, essendo un attaccante. In quel reparto serve sempre molta esperienza. È arrivato dal Napoli in punta di piedi, ha dovuto trovare la condizione a causa di un piccolo infortunio ed, essendo molto muscoloso, non era stato facile tornare subito in forma. Da quando è totalmente recuperato, è un'arma in più per il nostro mister. Speriamo che si sblocchi presto dal punto di vista delle reti, sarebbe gratificante, lo merita".

Il meno utilizzato è Gabriele Gibilterra: meno di 200 minuti. Anche lui attaccante.
"A differenza degli altri 2000 non aveva ancora giocato tra i grandi, nemmeno in Serie D. Ha patito un pochino il passaggio dalla Primavera e anche il fatto di essere un giocatore offensivo, avendo così lo stesso problema di Russo. Ha grandi qualità tecniche e fisiche ma si deve costruire, parliamo di un ragazzo che deve diventare un uomo. Non tutti possono essere fenomeni a 16 anni: ci vuole pratica. Questo è un discorso che vale per tanti ragazzi, in C ma anche in altre categorie".