Erasmo Mulè da Alcamo, il classe ’99 colonna del Trapani

In mezzo ai grandi squadroni della Serie C, c'è un Trapani che vince con un giusto mix tra esperienza e gioventù. E lo fa schierando in mezzo alla difesa un ragazzo del 1999, alla sua prima esperienza tra i professionisti. Erasmo Mulè, siciliano DOC cresciuto ad Alcamo, a un'ora di strada dallo stadio granata, ha collezionato fin qui 360 minuti su 360 a disposizione, ottenendo con il resto del gruppo 12 punti su 12 disponibili. Un percorso netto, condito dal gol di sette giorni fa contro la Sicula Leonzio, che lo ha portato in testa al nostro ranking e ha convinto La Giovane Italia a conoscerlo più da vicino.

Primo gol tra i professionisti alla prima annata tra i professionisti. Raccontacelo.
"Il gol è stata un'emozione incredibile. Quando è arrivata la palla, ho colpito di testa e l'ho vista entrare, i primi a cui ho pensato sono stati i miei genitori, che per me hanno fatto tanti sacrifici. Il gol l'ho dedicato a loro ed il mio primo pensiero è stato per loro".

Come mai?
"Durante gli anni ci sono stati momenti positivi, ma anche negativi. Proprio nei momenti negativi ci sono stati soprattutto i miei genitori, che mi hanno supportato, e i miei amici, uno in particolare, Bruno Catania, che mi ha seguito sempre, in tutte le partite ed il mio gol lo dedico anche a lui".

Come hai vissuto l'infanzia calcistica? Scuola calcio o calcio di strada?
"Quando ero piccolo giocavo pure in strada con gli amici. Poi scuola calcio a sei anni, dopo sono andato a Palermo per tre anni e mezzo, poi metà anno in prestito a Messina e poi sono arrivato a Trapani".

Un anno fa eri nelle Marche, nel paese di Leopardi. Poche presenze, però, con la Recanatese in prestito dal Parma.
"Un po' mi è mancata la mia terra. Ho fatto poche presenze. Ho sentito il bisogno di tornare e credo che tornare a Trapani oggi sia stata la scelta più giusta che potessi fare".

I giovani in Italia spesso sono in Primavera o in Lega Pro. Tu che hai disputato entrambe, che differenze ci trovi?
"Per il ruolo che faccio, difensore centrale, tra i professionisti ci sono attaccanti di esperienza, più grandi. Non è la stessa cosa di giocare con i ragazzi della Primavera, che anche fisicamente sono più piccoli".

Quattro vittorie in quattro incontri, un solo gol subìto proprio alla quarta giornata. Sempre da titolare. Non proprio un brutto inizio.
"A livello personale non me l'aspettavo. Un ragazzo che viene dal Settore Giovanile non si aspetta di essere subito titolare in campo. Per me è stata un'emozione e mi ha fatto piacere. Abbiamo subito un solo gol in quattro partite. Siamo soddisfatti: subire un solo gol in quattro partite e farne dieci con otto marcatori diversi fa molto piacere e fa ben sperare per il prosieguo del campionato". 

Dove volete arrivare come Trapani? E dove vuoi arrivare come calciatore?
"Non non ci prefissiamo obiettivi, pensiamo a far bene partita dopo partita. Per quanto riguarda me spero di fare il meglio possibile. Cerco di allenarmi al massimo come ho sempre fatto e spero che il futuro mi riservi qualcosa di buono. Il sogno di tutti è giocare in serie A. Speriamo, magari, un giorno, di poterlo realizzare".