L’Ancona si aggrappa a Marco Frediani

In Italia ci sono tanti giovani talenti che militano in Lega Pro, ma la maggior parte delle volte cadono nel dimenticatoio. In questa tortuosa strada si muove Marco Frediani, attaccante esterno classe ’94 di proprietà della Roma e attualmente in forza all’Ancona nel girone B.

Marco ha segnato due gol vittoria nelle ultime tre partite dei biancorossi. Prima contro il Modena, poi una marcatura nell’ultima gara contro l’Albinoleffe: in mezzo c’è un pareggio a reti inviolate in trasferta contro il Santarcangelo. “Sono contento del periodo che sto attraversando – racconta Frediani – perché due gol così ci danno punti e morale. La società è indietro nel pagarci gli stipendi, ma tutta la squadra scende in campo sempre per vincere. Quest'esperienza mi sta facendo crescere molto: ora ho migliorato la fase difensiva, il mister vuole che copriamo tutta la fascia e anche gli attaccanti devono dare una grossa mano in difesa".

Marco Frediani nasce a Roma e già all’età di 10 anni veste la maglia della squadra del cuore. Solita trafila tra le giovanili poi sbarca nel calcio professionistico: “Gli ultimi due anni per me sono stati un po’ particolari poiché ho girato parecchie squadre. Credo di essere stato penalizzato dal mio ruolo di ala, spesso mi sono ritrovato in moduli che escludono gli attaccanti esterni. Ricordo con piacere l’esperienza a L’Aquila, dove c’era come allenatore Giovanni Pagliari che ha creduto molto in me, infatti sono riuscito ad avere continuità nelle presenze e nel rendimento. Poi dopo diversi problemi con il mio procuratore mi sono trasferito al Pisa. Avevamo una squadra ‘ammazzacampionato’ ma abbiamo cambiato ben tre allenatori e due direttori sportivi. Ho giocato, ma non come avrei voluto. La filosofia della società all'epoca era di far giocare di più i calciatori propri e non quelli che erano in prestito come me”.

Prima dell’Ancona una breve esperienza con l'Ascoli in Serie B: “Lì non giocavo, quindi chiesi all’allenatore di unirmi alla squadra Primavera. Ho fatto solo due presenze ad Ascoli Piceno, avevo bisogno di fiducia e soprattutto di vedere il campo. Senza giocare non si può prendere confidenza con un grande campionato come quello cadetto”. Visto che i giovani prodotti delle “cantere” italiane fanno fatica ad emergere Marco Frediani è favorevole alla soluzione che vedrebbe i top club di A avere una seconda squadra: “Mi piacerebbe giocare in una eventuale Roma B, spero che le società di A possano avere le loro squadre in Lega Pro. Bisogna seguire le orme degli altri campionati europei: Barcellona e Real Madrid fanno un lavoro straordinario con il settore giovanile".

La società Ancona potrebbe essere penalizzata in classifica per la mancata regolarizzazione dei pagamenti: "Non è una bella situazione, ma io e i miei compagni ci auguriamo il meglio. Il campionato di Lega Pro è particolare. Ci sono molte società che hanno difficoltà a livello economico e non tecnico. Prima di far iscrivere certe squadre bisognerebbe controllare che sia davvero tutto in regola perché la situazione attuale è davvero incomprensibile".

La riforma di un unico campionato in tre maxi giorni a nulla è servita, visto che le situazioni delle diverse società non cambia. A farne le spese, oltre i numerosi addetti ai lavori, anche i giovani calciatori che cercano una strada da percorrere. Ma a volte quella strada sembra proprio non essere stata costruita.