Allievo Modello – Under 17 AeB, intervista esclusiva a Bosi

Riparte il campionato Under 17 dopo la sosta per il Torneo dei Gironi di Coverciano, che mette a confronto ogni anno i talenti più interessanti della categoria, quest'anno come ben sapete classe 2001. Riparte e lo fa con una partita tutta da seguire, il big match del Girone B tra Atalanta e Cesena. Due squadre che hanno più di qualcosa in comune: ad esempio, Giovanni Bosi. Tecnico dei nerazzurri dall'estate, dopo il passaggio in Primavera di Brambilla – reduce da due finali-Scudetto consecutive, una vinta e una persa – l'ex allenatore del Palermo (Primavera e Prima Squadra) è stato un prodotto del vivaio cesenate da calciatore, prima di tornare per disputare poi il campionato 1996/97 in Serie B con i romagnoli. Ambiente e squadra tutt'altro che sconosciuti dunque per lui, quelli bianconeri, nonostante sia passato tanto tempo...

Ai miei tempi era il migliore settore giovanile d'Italia e nonostante qualche difficoltà societaria negli ultimi anni non ho dubbi sulla loro capacità di lavorare con i ragazzi. Di conseguenza credo sarà una partita dura contro un'ottima squadra così come lo sono il Cagliari (altra sorpresa nelle posizioni di vetta per il momento, ndr) per non citare le milanesi... Ho trovato un campionato, una categoria molto livellata, combattuta e che vive di match tiratissimi dal 1' all'80°. A Palermo era abituato a vedere da spettatore gare del Girone C e le differenze erano molto più marcate, ai piani alti. Quest'anno ci sarà da sgomitare e non poco. Per mia fortuna ho una squadra talmente qualitativa e formata da giocatori già avanti nello sviluppo calcistico che, devo dire la verità, il fatto di passare da tanti anni di Primavera alla categoria precedente non mi ha segnato più di tanto. Anche perchè sono convinto che fare l'allenatore di settore giovanile sia un mestiere a parte: il tuo obiettivo è lavorare sui ragazzi, cercare di portarli al professionismo e concentrarti sulla voglia, il coraggio di giocare, di proporre gioco. Sono particolarmente contento perchè questa, che è un po' la mia filosofia, si sposa perfettamente su quello che ho trovato a Zingonia

Mister, è arrivato poi in un periodo ideale: a parte il vivaio e l'Under 17 nello specifico, reduce da annate fantastiche e che anche quest'anno è partita alla grande (con 27 punti frutto di 9 vittorie in 10 giornate è la squadra migliore della categoria considerando i 3 gruppi, ndr), anche la Prima Squadra di Gasperini vive un momento da sogno...

E' bello respirare questo clima al campo e poterlo fare, in un centro sportivo come quello dell'Atalanta nel quale le giovanili lavorano a fianco della Prima Squadra, è uno dei segreti del successo. Mi sono inserito, umanamente e lavorativamente, senza nessun tipo di problema e imparo ogni giorno dal confronto con gli altri tecnici e lo staff. Ecco, credo che se non sei uno curioso, che ha voglia di trarre giovamento quotidianamente dalle esperienze, non sei adatto a fare l'allenatore di settore giovanile. Qui hanno nel DNA la capacità e la convinzione di portare i bambini ad essere ragazzi e poi uomini in grado di interpretare i valori del club e diventare atleti professionisti. Che si vada bene o male a livello di risultati, questo atteggiamento e questo metodo di lavoro è la base di tutto. E il senso di appartenenza fa il resto.

Quindi tutto bene, solo impressioni positive nella 'nuova vita' di Giovanni Bosi?

No, devo ammettere che un problema l'ho riscontrato: dover fare 7 sostituzioni... Non riesco proprio a metabilizzarle, sono troppe secondo me, mi ci abituerò ma per il momento è una criticità più che un'opportunità, questa offerta dal regolamento

Chiudiamo con una domanda sui singoli, anzi un singolo. Il nome lo facciamo noi, consci del fatto che ogni buon allenatore non si sbilancia mai su un ragazzo solo. Ma non chiederle un focus su Davide Ghislandi – tra l'altro nel pieno di un momento di forma impressionante – è impossibile...

Davide ha passo e gamba da giocatore più grande della sua età, non lo scopro certo io visto che è un punto fermo anche delle Under azzurre. Caratterialmente e per il lavoro che compie per la squadra sono davvero contento delle sue risposte ai miei stimoli; lo utilizzo da punta esterna perchè varia le giocate con facilità, viene dentro al campo partendo da sinistra e segna parecchio oppure va sul fondo per il cross ma può giocare anche da mezzala. In lui, come negli altri ragazzi, ho trovato soprattutto mentalità e umiltà giusta nell'applicarsi anche in un lavoro diverso da quello che le proprie caratteristiche suggerirebbero. E' un'attitudine che ti dice molto sul fatto che potranno, molti di loro, diventare calciatori professionisti.