Andrea Magrassi, l’ariete del Matelica

La serie B soltanto assaporata, qualche esperienza in Lega Pro e all’estero. E ora la serie D. Una categoria da sfruttare come trampolino di lancio per provare a tornare nel calcio professionistico. Quello che da sempre Andrea Magrassi identifica come la sua vita.

Cresciuto a pane e calcio sin da piccolo, l’attaccante veneziano nativo di Dolo ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile del Venezia. Resistendo ad un primo fallimento societario e dimostrando grande attaccamento ai colori della squadra della sua città. “Il secondo fallimento mi portò più lontano. Il Chievo Verona e il Brescia si interessarono a me e alla fine accettai la corte dei biancazzurri perché dopo una settimana in convitto mi trovai bene con i compagni, ma anche per l’importanza della piazza nonostante la mia giovane età”.

Al momento del suo arrivo in biancazzurro scattò automatico il paragone con Andrea Caracciolo, complice una stazza molto simile a quella dell’Airone (194 centimetri per 81 chilogrammi per l’ariete lagunare). In biancazzurro giocò con Allievi Nazionali, Berretti e Primavera segnando gol importanti che gli valsero la convocazione in prima squadra. «Ebbi modo di conoscere tanti grandi giocatori. Il più forte? Senza dubbio Alessandro Diamanti, un talento cristallino, straordinario. E poi Brescia per me rappresentò anche l’esordio in serie B. Un ricordo stupendo che conservo dentro di me». Era il 13 novembre 2011 e Andrea subentrò al 14’ della ripresa a Denis Maccan in occasione della gara contro l’Ascoli, vinta dai marchigiani per 1-0 sotto gli occhi di Pep Guardiola. “Trentuno minuti volati via in un secondo. L’emozione venne spazzata via dopo l’ingresso in campo”.

La Sampdoria lo notò e nella successiva sessione invernale di mercato lo portò in blucerchiato. “In realtà restai a Brescia per altri sei mesi in prestito per poi andare a Genova”. E qui iniziò una nuova serie di altri prestiti. Prima Portogruaro in Prima divisione nella stagione 2012/13 (9 presenze senza reti), poi il Real Vicenza (11 gare giocate) e Martina Franca (15 presenze e 2 gol all’attivo).

Fino all’esperienza estera con la maglia dell’Olhanense, nella serie B portoghese: 4 presenze. “Tutte esperienze che mi hanno aiutato a crescere ma nelle quali non mi sono trovato bene. E allora è scattata una riflessione che mi ha portato a prendere in mano la mia vita. Ho deciso di azzerare tutto e rimettermi in gioco”. Favorito anche dalla nascita del piccolo Gianluca, che oggi ha 4 anni. “Uno stimolo straordinario: mi ha dato tantissimo e aiutato a non mollare quando avevo pensato anche di smettere col calcio giocato. Ho tirato fuori tutta la forza che avevo e sono ripartito”. Dalle categoria più basse, meno in vista, tra i dilettanti. Nel gennaio 2016 lo prende il Mestre (serie D), squadra che lo vede tornare al gol: 4 in 12 gare giocate. Score ripetuto anche nella successiva esperienza con l’Ostiamare, sempre in D. “Un’altra esperienza che non è andata come avrei voluto, così sono ripartito vicino a casa”.

La chance gliela dà il Calvi Noale (D) e Andrea Magrassi ripaga la fiducia della dirigenza veneta con 8 gol realizzati in 20 partite. Un bottino che l’ha riavvicinato di parecchio al mondo del professionismo. “La scorsa estate ho avuto qualche contatto, ma alla fine ho preferito sposare un progetto ambizioso restando a giocare in D”. Nel Matelica, squadra delle colline marchigiane che sta dominando il girone F e che culla il sogno di un futuro prossimo tra i professionisti. “Qui sto bene, gioco, mi diverto e sto anche segnando (6 reti spalmate su 10 gare giocate fino ad ora). Sarebbe bello poter ritrovare la serie C con questa maglia e poi si vedrà. Non mi pongo limiti, ma so che c’è ancora molto da fare e che ogni giorno dovrò lavorare per migliorare e crescere. Ma è un sacrificio che sono disposto a fare”.