Pistoiese ecco Nesci: Riga e compasso per le geometrie orange!

A vederla smistare in campo sembra davvero di osservare un geometra: verticalizzazione per il taglio delle punte? E lei dà un’intensità calibrata di piattone come se solcasse il foglio bianco con lapis e riga. Palla alta a scavalcare la retroguardia avversaria che non scappa? Ed allora via di compasso, per un mezzo arco aereo disegnato per l’incursione in diagonale dell’esterno.
Insomma la laurea, lì, in mediana, ad honorem, Martina Nesci, centrocampista della Pistoiese, classe 1998, la ha, perché, come ormai abbiamo già spiegato, l’architettura del volume di gioco la conosce come chi di mestiere il centrocampista lo fa da anni.
Tra sostegni, aperture ed incursioni al fine di trovare la via della rete, l’abbiamo quindi intervistata, in un dialogo conversato che ha ulteriormente posto in luce una personalità da leader in campo e non solo.

Ormai già al secondo anno di Serie C in maglia arancione…

“Beh, si, è la mia seconda stagione qui alla Pistoiese.
L'anno scorso è stato il campionato chiamiamolo di “prova”, sotto tutti gli aspetti, quindi non c'è molto da dire.
In questo nuovo inizio, invece, posso affermare con certezza che la parte solida e forte, secondo me, è il gruppo e l'ambiente che s’è venuto a crearsi e strutturare attorno.”

Per te meglio il ruolo di mezz’ala destra o di centrocampista centrale davanti la difesa?

“Tutta la vita mezz'ala destra. Mi piace, in quanto quello in cui manovro è un fazzoletto del rettangolo verde  nel quale si può  avere la globale e totale visione del gioco, se non a 360° quasi, e controlli e gestisci sfera nel pieno centro del fulcro dell’azione.
È un ruolo faticoso, lo ammetto, perchè è il compito tattico nel quale devi usare  maggiori ed importanti energie nelle azioni senza palla al piede,  spingendo e sfogando nella fase offensiva e  tornando brillantemente a coprire nella fase difensiva.”

E comunque… Nesci non solo più fraseggio ed equilibrio ma anche gol.

“Eh sì, dopo quasi un anno nel campionato di Serie C sono arrivati ben due reti: una in Coppa Toscana e l'altra in campionato.
Ambo praticamente identiche: calcio d'angolo, parabola perfetta di Bonacchi che arriva direttamente dove sono io e niente, dentro.
Marcature concretizzate per uno studio del situazionale e per un senso della posizione ormai cercato di affinare e rendere utile nell’economia del volume di gioco della formazione.”

Tuo idolo Claudio Marchisio: stesso ruolo, medesima tipologia di gioco, solita serenità nei novanta minuti. Se potessi, cosa gli ruberesti in mezzo del campo?

“Cosa gli ruberei? Oltre alla maglia, la classe e l'eleganza espresse in ogni suo movimento.”

Da questa stagione a tinte orange cosa ti aspetti?

“Mi aspetto di vincere più partite possibili.
Sarebbe bello essere tra le prime tre squadre di Serie C in Toscana, non credete? Sarebbe un bel obiettivo.”

Di prima intenzione a mandare in gol l’intervista: Nesci in Rappresentativa e Toscana di nuovo Campionessa di Italia…

“Magari! Solo essere chiamata in rappresentativa sarebbe una bella soddisfazione, ma so anche che devo crescere ancora per arrivarci e magari togliermi qualche soddisfazione.”