Mascarello: tra cambiamenti e un futuro da scrivere.

I piedi e una visione di gioco che più di tutti hanno stupito il panorama del calcio femminile italiano, tanto da venire da alcuni associata ad Alice Parisi; oggi la Giovane Italia decide di dar voce ad un altro talento azzurrino: Marta Mascarello.
Datele un pallone e la vedrete sorridere, con la sua calma pacifica e la sua voglia costante di migliorare. L’ultima ad arrendersi: una che ci prova fino allo sfinimento se qualcosa non funziona. Ma oltre al talento, un elemento fondamentale per la coesione del gruppo.

Inizio di stagione non pienamente vissuto a causa di un infortunio alla spalla..  che cosa hai combinato esattamente? come ti senti ora? Abbiamo speranze di rivederti in campo nella prossima partita?

Circa un mese fa, sono caduta male durante un allenamento e mi sono sublussata la clavicola. Nulla di grave, ma si è rivelato un infortunio fastidioso. Infatti ho dovuto tenere il tutore per un mese e saltare le ultime 4 partite. Ora sto molto meglio e la settimana scorsa mi sono aggregata al gruppo. Sicuramente sarò a disposizione per la prossima partita di campionato contro il Ravenna Women

Un anno pieno di emozioni quello che ti sei lasciata alle spalle, tra maturità e l’Europeo U19, ma hai saputo cavartela alla grande… come sei riuscita a organizzarti?

È stato sicuramente un anno importante, caratterizzato dalla fine di alcuni percorsi e l’inizio di nuovi. Il caso ha voluto che la fine della scuola coincidesse con la fine della mia esperienza con le nazionali giovanili e che succedesse tutto nella stessa estate. Credo che la chiave per riuscire a far combaciare le due cose sia l'organizzazione e sono contenta di essere riuscita ad avere risultati positivi a scuola e in campo.

… E poi la conclusione di un ciclo, quello dell’U19. La Nazionale giovanile è iniziata presto per te, con lo stesso gruppo che poi ha raggiunto quello storico bronzo mondiale. Lo avresti mai creduto possibile? Che cosa ti porterai dentro di tutte queste esperienze?

In questi cinque anni la nazionale è stata per me una boccata di aria fresca, uno stimolo, un sogno per cui lavorare tutti i giorni, una famiglia, una vera e propria scuola di vita. Mi guardo indietro e mi emoziono, perché ogni esperienza che ho fatto con la maglia azzurra, ogni persona che ho incontrato, mi ha segnato in modo indelebile. Fatico davvero a descrivere a parole quello che provo quando mi tornano in mente certi ricordi. Mi ritengo fortunata e orgogliosa di aver fatto parte di tutto questo.

… E adesso il trasferimento e l’approdo al Tavagnacco. Come è stato cambiare aria? Come ti senti con i colori gialloblu addosso?

Quest'estate ho deciso di sposare il progetto del Tavagnacco, andando cosi incontro ad un trasferimento e ad un ambiente totalmente nuovo. Sono contenta della scelta che ho fatto, perché ho trovato una squadra forte e ragazze disponibili con cui si è creato fin da subito un bel rapporto. Inoltre la vita fuori casa mi sta permettendo di responsabilizzarmi e di imparare a cavarmela da sola.

Tra i cambiamenti, anche quello del numero di maglia. Una Mascarello che decide di indossare il 21: c’è una motivazione specifica?

Avendo deciso di cambiare squadra e di cambiare vita, avevo bisogno di un numero nuovo, che segnasse proprio questa sorta di nuovo inizio. Il 21 è un numero che mi è sempre piaciuto e quando ho saputo che era disponibile non ho esitato.

Parliamo un po’ di te: una giocatrice dalle qualità tecniche rare. Quali pensi siano i tuoi punti di forza? Quali quelli di debolezza?

Credo che il mio punto di forza sia il bagaglio tecnico. Detto questo credo di dover migliorare moltissimo dal punto di vista fisico e tattico, soprattutto in fase di non possesso. Lavoro per curare questi aspetti.

Caratterialmente come ti definiresti? Ti abbatti subito o sei sempre pronta a reagire?

Sono una persona decisamente tranquilla, che usa molto la testa e queste mie due caratteristiche si rivedono in campo. Cerco sempre di lasciarmi alle spalle l'errore e di pensare subito alla giocata successiva.

Raccontaci un tuo ricordo indelebile, uno di quelli che ti ha proprio segnata

Domanda difficile, perché ce n'è sono davvero tanti. Il primo che mi viene in mente, forse perché è il più recente, è la qualificazione di Aprile alla fase finale dell'Europeo. Ricordo la partita con la Norvegia come se l'avessimo giocata ieri. Perdevamo 1-0 e mancavano 12 o 13 minuti alla fine, ma c'era nell'aria qualcosa di speciale, ognuna di noi sapeva che avremmo vinto quella partita e cosi è stato. Una gioia indescrivibile, con un gruppo che difficilmente dimenticherò.

 Quali sono i progetti futuri di Marta Mascarello?

Per quest'anno ho detto stop agli studi, ma ho un po' di nostalgia e chissà che non inizi l'anno prossimo l'università.

Sicuramente continuare a giocare ancora per qualche anno e in seguito rimanere nel mondo del calcio, magari come allenatrice, un ruolo che mi piacerebbe moltissimo ricoprire.

Nicole Peressotti