Venezia e il guardiano che la rende Serenissima

Venezia, è proprio il caso di dirlo, è un’isola felice alla chiusura della prima parte di stagione del campionato Primavera 2. Nella laguna si cavalca l’onda lunga dell’entusiasmo che gravita attorno alla prima squadra di Pippo Inzaghi, un’atmosfera che pare aver contagiato anche la formazione allenata da Stefano Daniel, quarta nella classifica del Girone A al termine del girone d’andata. Da Cenerentola a matricola terribile, senza fate o bacchette magiche capaci di rendere possibile questa straordinaria metamorfosi, propiziata dal grande lavoro di un gruppo che fa dall’umiltà e del sacrificio i suoi valori di riferimento.
Un ribaltamento del copione reso senz’altro più agevole dai voli di colui che ha il compito di difendere la porta lagunare: perché se San Marco è il protettore della Serenissima, allora Roberto Barlocco può legittimamente ambire ad un ruolo omologo quando si parla di custodire i pali del giovane Venezia.
Classe ’99, arrivato la scorsa estate dopo il fallimento del Como, Barlocco si è meritato un posto in prima fila nel cammino che ha portato i leoni della laguna nel salotto buono del campionato Primavera 2. Fari spenti, olio di gomito e la giusta dose di consapevolezza nei propri mezzi: una ricetta operaia, quella prescritta da mister Daniel, che sta dando frutti eccellenti alla luce del rendimento in costante crescita tenuto dai suoi ragazzi. E le mani di Barlocco hanno avuto un peso specifico discretamente importante nell’economia di un quarto posto che proietterebbe il Venezia dritto verso gli spareggi con vista sulla Primavera 1: undici partite giocate e altrettante reti subite, uno score che sarebbe stato addirittura migliore al netto dei cinque gol incassati in un’unica soluzione sul campo del Cesena.
Per salutare la prima parte della stagione, Roberto ha sfoderato i pezzi forti del repertorio: la Pro Vercelli le ha provate tutti per violare la laguna, come un manipolo di moderni Longobardi assetati di conquiste. E pazienza se il Venezia gioca le proprie partite casalinghe a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, perché anche invertendo l’ordine dei fattori il risultato finale non cambia: le bianche casacche hanno avuto bisogno di un calcio di rigore per far capitolare la resistenza di un Barlocco fino a quel momento eroico, autore di parate capaci di ispirare i compagni e rivelatesi fondamentali per il prezioso pareggio portato a casa nell’ultimo atto del girone d’andata.
La prestazione da supereroe dello scorso sabato ha rappresentato la degna conclusione di un avvio di stagione da incorniciare, nel quale Roberto si è anche tolto lo sfizio di lavorare a stretto contatto con la prima squadra, collezionando quattro panchine nel campionato di Serie B. Altrettante sono state le capriole del cuore nel suo giovane petto, dettate dall’emozione del vedere il proprio nome impresso sulla maglia numero 32 con la quale il portiere lagunare sta facendo capolino nel calcio dei grandi. Mister Inzaghi, idolo d’infanzia in maglia rossonera, è diventato il punto di riferimento dei suoi primi passi da professionista, dopo i preziosi consigli ricevuti da mister Gallo nella passata stagione. E pensare che al primo anno al Como, che nel 2014 aveva scommesso su di lui dopo gli inizi nell’Ardor prima del passaggio al Legnano, Roberto di partite ne aveva giocata soltanto una. Il pane duro della panchina gli ha insegnato a non mollare mai, a non sentirsi mai arrivato e ad alimentare il fuoco dell’ambizione.
Fuori dal campo, Barlocco è studioso diligente e applicato: non soltanto sui banchi di scuola, in attesa dell’appuntamento con l’esame di maturità da perito informatico in programma per il prossimo giugno, ma anche nel tempo libero che impiega spesso e volentieri con ore e ore di video dei colleghi illustri, per rubare loro quanti più segreti possibile. Buffon come fonte d’ispirazione, Neuer come esempio di spavalderia nella copertura dell’area e nell’utilizzo di quei piedi che vuole a tutti i costi rendere più educati, per soddisfare le richieste di mister Daniel.
Lo Spezia sarà il primo avversario al rientro in campo, in un match che si annuncia rovente e nel quale Barlocco terrà particolarmente ad avere voce in capitolo. La gara d’andata, infatti, fu l’unica a non vederlo in campo nel girone d’andata: i liguri passarono per ben quattro volte, ma per ripetersi dovranno prepararsi a fare i conti con le parate dell’inflessibile guardiano della laguna.

Filippo Ferraioli per Mondoprimavera.com