Ulisse e la sua “Itaca” novarese

(Foto: Guido Leonardi Photo)

Per tutti coloro che credono fermamente nella meritocrazia, questa è la storia che fa al caso vostro. L’identikit del protagonista risponde al nome di Francesco Ulisse (come il nonno) Salucci, autentico trascinatore del Novara di mister Gattuso in questo inizio di stagione. La strada per diventare un punto fermo della Primavera azzurra, però, è stata in salita. E Sicuramente il panorama che si vede adesso dalla collinetta raggiunta , rende tutto più promettente.

Francesco a 3 anni si trasferisce dalla sua città natale, Avezzano,  in Abruzzo, a quella che può essere considerata una seconda casa: Novara. E’ proprio in una squadra della Provincia, la San Giacomo, che inizia a dare i primi calci ad un pallone. Tutto pero' con un vestito "vecchio". Quello del portiere.

E' un avvenimento particolare a cambiare le carte in tavola; nel corso di una partita in cui si prendono la scena pioggia e vento freddo, Salucci accusa i sintomi di una futura polmonite, che lo costringera' a stare lontano dai campi per un po’. Una volta tornato ad allenarsi, chiede al mister di cambiare ruolo, perche "stufo ma soprattutto impaurito " da una nuoa recidiva pericolosa.

E qui inizia un'altro "viaggio" per Ulisse - nome capace di evocare lunghi spostamenti e grandi esperienze.

In realtà Salucci il tragitto inizialmente lo compie per lo più ancora stando fermo, in panchina. Il ragazzo e il Novara calcio si incontrano all’età di 11 anni. Le prime stagioni con la casacca azzurra sono tutt’altro che memorabili: proveniente da una squadra dell’oratorio, l'"Odissea" di passare seduto gran parte dei 90' di gioco in attesa di una occasione e' ancora l'incubo ricorrente.

Allenamento dopo allenamento, sempre pronto ad ascoltare i consigli dei suoi allenatori, evitando di tenere musi lunghi. Francesco se la gioca sapendo pero' che la panchina ha forgiato il suo carattere, ricavando le giuste motivazioni per continuare a lavorare e a migliorarsi.

La svolta arriva nell’anno dei Giovanissimi Nazionali, in cui parte finalmente titolare e si conquista anche di alcuni stage con la Nazionale.  Non mancano gli stop (contro il Crotone, brutto trauma cranico) ma Salucci "resta" in piedi, fino a conquistarsi una maglia da protagonista con l’Under 17 novarese.

Termina la stagione con 22 presenze e 1 gol, utili quanto basta per guadagnarsi un posto in prima fila con la Primavera azzurra.

E’ qui, stagione 2016/2017,  che si prende finalmente le prime soddisfazioni. Doppietta contro la Salernitana e gol allo scadere contro la Virtus Entella gli regalano le prime gioie dopo tante sofferenze.

Alla corte di mister Gattuso realizzera' 8 reti in 19 presenze che, sommate alla non comune generosità verso tutta la squadra, danno vita ad un'armoniosa combinazione di cinismo e spirito di sacrificio.

Sin dalle amichevoli estive della nuova stagione, quella in corso, per Salucci l'incantesimo sembra non essere svanito. 2 gol nelle prime 3 partite di campionato contro Empoli e Venezia testimoniano la voglia di riscatto del giovane centravanti, che sta guidando il suo Novara verso orizzonti ambiziosi.

Cresciuto con il mito di Shevchenko, Ulisse ha fatto il suo piccolo grande viaggio, fino a diventare un calciatore esemplare e un ragazzo a cui mai si potrà rimproverare nulla. Un parallelo con lui lo possiamo ritrovare in Constantivo Kavafis, uno dei più grandi poeti greci contemporanei, che conclude la propria, famosissima poesia "Itaca" con questi versi: "E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. / Fatto ormai saggio, divenuto così esperto/ allora tu avrai compreso il vero significato di Itaca".

Redazione Mondoprimavera

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