Nazionale e Inter. La settimana prenditutto di Corrado

Foto: Clara Fioravanti

Venire catapultati da una realtà di provincia ai vorticosi ritmi di vita di una grande città è un passaggio tutt’altro che semplice da metabolizzare. Un cambiamento che diventa una vera e propria impresa, se hai sedici anni e sogni di fare il calciatore. E soprattutto se la destinazione finale del tuo tragitto si chiama F.C. Internazionale.

Il mondo di Niccolò Corrado è cambiato radicalmente poco più di un anno fa, ma a giudicare dai risultati lui è sembrato quasi non accorgersi di questo stravolgimento.

Terzino sinistro classe 2000, prelevato dal Prato,  nella mattinata del 5 novembre alle spalle, sembra aver trovato un primo snodo importante della  propria crescita professionale. Mister Vecchi lo ha infatti schierato titolare nel posticipo contro l’Hellas Verona, scelta ponderata che ha dato i frutti sperati alla luce della prestazione sfoderata dall’esterno toscano. In un clima da battaglia, con un diluvio che consigliava l’utilizzo di pinne e boccaglio, piuttosto che degli scarpini, Corrado ha debuttato nel campionato Primavera con la tranquillità dei grandi: attento e puntuale in fase difensiva, pungente e spavaldo quanto basta nella metà campo avversaria e alla fine tre punti centrati.

La serenità con la quale il sottoeta'  ha affrontato questo ulteriore scalino della sua carriera non sorprende chi lo conosce bene: Niccolò è un artigiano del pallone, un ragazzo che è arrivato in uno dei top club italiani dopo aver affrontato una gavetta iniziata nelle fila dello Scandicci e proseguita con la maglia del Prato, trampolino di lancio verso il suo sbarco sul pianeta Inter. A Milano gia' nell'estate del 2016 è diventato in breve tempo una colonna dell’Under 17 di mister Zanchetta, laureatasi campione d’Italia al termine della scorsa stagione, confermando così la bontà dell’intuizione di mister Benesperi: il tecnico che, come un sapiente demiurgo, seppe plasmarlo come laterale difensivo dopo un inizio di carriera da esterno d’attacco. Una trasformazione decisamente ben riuscita, evidenziata anche da un dato curioso: negli ultimi sei anni Niccolò è finito soltanto una volta sui taccuini degli arbitri, con un unico cartellino giallo a carico. Pulito ed educato, un pò come il piede mancino che testimonia le antiche scorribande offensive, mentre la facilità di corsa fa parte del corredo genetico di un ragazzo che il calcio è riuscito a strappare all’atletica leggera.

Già, il calcio: un mondo che, per Niccolò, rimane confinato nel rettangolo verde. Le partite viste allo stadio o in televisione si contano sulle dita di una mano. Nel tempo libero preferisce dedicarsi agli amici e agli studi in ragioneria (con indirizzo sportivo) scoperti a Milano dopo un inizio da aspirante geometra. La prima chiamata con la Nazionale Under 18 ha completato la sua settimana magica, vissuta però coi piedi ben piantati per terra: prendersi l’Inter è operazione che richiede tempo e applicazione, ma conoscere le virtù dell'attesa e dell'umiltà ha messo sulla buona strada Niccolò Corrado, l’artigiano del pallone.

Filippo Ferraioli per Mondoprimavera.com