Genoa, il cavaliere (Zani)macchia. Zero paura.

Il nome è di quelli importanti: Luca, dal greco “lyke” che tradotto significa “luce”. Una storia di tenacia e caparbietà lo ha portato ad intravedere i primi bagliori della sua carriera, con un presente ben definito: il Genoa. Luca Zanimacchia è l’anima di questo Grifone, indiscussa rivelazione dell’inizio di campionato. Tre sono i gol in Primavera 1, tre gli assist, praticamente tutti i minuti giocati, mentre in coppa una marcatura preziosissima, che ha permesso alla squadra di Sabatini di battere la Sampdoria e strappare il pass per i quarti di finale.

Il connubio tra il piccolo Luca e la sfera di cuoio ha inizio all’età di 5 anni, quando si divertiva a giocare con suo papà nel garage di casa, allenandosi a calciare in una porticina allestita per le grandi occasioni. E’ la Polisportiva di Nova, però, la squadra che gli ha permesso di muovere i suoi primi passi, spalcandogli la strada per la seconda tappa della sua giovane carriera, l’Aldini. Zanimacchia rimane al fianco della formazione milanese per 3 stagioni, fino al passaggio al Varese.

Con la casacca biancorossa non è riuscito a trovare la giusta continuità, costretto ad accomodarsi spesso in panchina. La lontananza dal campo è servita a forgiare il suo carattere forte, tipico di chi ha lavorato con costanza ed impegno per superare una fase delicata di carriera. La squadra varesina, però, ha sempre creduto nelle sue potenzialità, dandogli addirittura la possibilità di aggregarsi con la formazione Berretti. Il sogno cullato sin da bambino stava per realizzarsi. 5 giorni dopo quella notizia sorprendente, il Varese annuncia il proprio fallimento, costretto a ripartire dai dilettanti e a svincolare i propri tesserati.

Sembrava l’inizio di un incubo per Zanimacchia, passato in pochi attimi dal Paradiso all’Inferno. Luca trova immediatamente una nuova squadra disposta ad accoglierlo: il Legnago. Il passaggio dagli Allievi Nazionali alla Serie D non fu affatto facile. Grazie soprattutto agli insegnamenti del tecnico Andrea Orecchia arrivano le prime presenze, alle quali si aggiungono anche i gol, 5 totali messi a segno in 22 partite. Indelebile nella sua mente è la prima rete in Serie D, realizzata contro il Villafranca in una partita terminata poi 1-1. Attimi di gioia, accompagnati dall’abbraccio dei compagni, nel vedere la sua potente girata di collo piede insaccarsi in fondo alla rete.

Nel gennaio 2016, grazie anche alla Viareggio Cup giocata con la Rappresentativa della Serie D, è la Juventus a bussare alla sua porta, offrendogli un provino proprio a Vinovo. Le sua qualità convincono la dirigenza bianconera, che decide di non acquistarlo subito, ma di osservare il suo percorso di crescita con il Legnago fino al termine della stagione. E’ il Genoa, però, a compiere lo scatto decisivo, convincendo Zanimacchia ad accettare la proposta del Grifone. Dal ritiro estivo svolto con la prima squadra alla Primavera, agli ordini del tecnico Stellini, con 25 presenze collezionate condite da 6 centri e 3 assist. Un bottino importante, che gli è valso una doppia convocazione del tecnico Juric per le partite di campionato con il Crotone e di Coppa Italia con il Lecce.

Arrivando alla stagione attuale, Zanimacchia ha già totalizzato 3 reti e 3 assist in 9 partite, guidando il suo Genoa ad un incredibile terzo posto. Nel cuore e nella sua mente è ancora impressa la vittoria contro l’Inter, che ha dato una svolta importante al cammino rossoblù. Parliamo di un giocatore che ama partire dall’esterno, risultando decisivo su entrambi i versanti di campo. La velocità ed il dribbling rappresentano due armi molto letali, unite ad una straordinaria facilità di calcio con entrambi i piedi. Dal giocatore tecnico sul rettangolo di gioco, amante dell’uno contro uno e delle invenzioni per i compagni, si passa al ragazzo estroverso della vita di tutti i giorni, con la forte passione per le serie tv e per i videogiochi. Frequenta l’ultimo anno di una scuola privata, intrapresa da poco dopo aver concluso i suoi studi alberghieri. La scuola rappresenta un punto importante nella sua vita, visto che i suoi genitori sono sempre stati categorici: “o vai bene a scuola, altrimenti niente calcio!”.

La sua “luce” dopo alcuni momenti di buio sembra essere finalmente arrivata: il Genoa vola, sulle ali del suo cavaliere senza (Zani)macchia e senza paura.

Marco Baridon di MondoPrimavera.com