LGI Al torneo dei Gironi Under 18. SOS Millenials!

Il torneo dei Gironi Under 18 ci porta a pensare che una rondine non faccia Primavera. Ma nemmeno due, purtroppo....

Non e' da noi Illudersi che con Kean e Pellegri (peraltro assenti) gia’ esordienti e in gol in serie A, dietro ci sia tutto un fiorire di nuove leve pronte a confermare che abbiamo un movimento in grande salute. Perlomeno in grado di poter abbandonare l’inverno calcistico nel quale ci siamo impatanati.

Illusorio sembra essere l’aggettivo adatto per piazzare false aspettative nel pallone di oggi. Non aspettiamoci cose diverse sia chiaro.

Siamo abituati a quotidiani che titolano, dopo un en plein di qualificazioni in Europa League che , “SI! L’Italia torna grande!” (Non si era ancora arrivati al bluff di Italia-Svezia). Senza pero' che chi dovrebbe farlo, voglia o possa analizzare che, magari di quelle 4 squadre, congiuntamente, non si arrivava a mettere insieme 11 giocatori nostrani in campo.

Proviamo a discostarci allora dal cavalcare finti momenti di gloria e a tracciare un resoconto critico di quello visto in questi giorni. Partendo dai ragazzi radunati a Coverciano ad inizio anno alle soglie del professionismo.

Inanzitutto, tolti i due sopra citati (per troppi versi appunto, fattore distorsivo) la percezione netta e’ che, a livello classe 2000 , l’Italia, come attaccanti di ruolo,  sia in regressione.

E che fatichera’ sempre piu’ a contrastarne la tendenza vista la distanza che il campionato di competenza incoraggia privilegiando qualche 98 fuoriquota (la davanti si sceglie cosi, per “fare la differenza”) e soprattutto i 99.

Una seconda generazione quindi in grave affanno.

Piu’ in generale si salvano i vari Bettella, Bellanova o Candela.

Ma nel dettaglio pochi altri hanno fatto intravedere un qualcosa che prometta talmente bene da far pensare che Kean e Pellegri siano solo la punta di un iceberg.

Scarso il bottino realizzativo e concretamente la sensazione che in troppi non sappiano trovare la porta.

Al di la di questa analisi tecnica specifica, qualche barlume all’orizzonte si intravede.

Bene Anzolin nel ruolo (difensore centrale), Pompetti che dimostra di sapere giocare a calcio cosi come Capanni, uno dei pochi che salta l’uomo, insieme all’effervescente D’amico. Gaetano, titolare fisso a Napoli, in piena autostima, quando si confronta con i pari eta' sembra scherzare. Unico dubbio. Quale posizione futura in campo servira' per consacrarsi. La chiusura e’ su un figlio d’arte, Portanova. Alti e bassi. Ma finira’ per fare il giocatore.

Redazione LGI