Un 2002 titolare coi … Botti in Primavera 2

Il Brescia dopo un cambio di allenatore e un inizio difficile di campionato, sta dimostrando che sotto la guida di mister Baronio può dire la sua anche sotto l'aspetto della crescita dei giovani. Non a caso il merito del tecnico delle rondinelle è quello di puntare sul merito dei suoi ragazzi e di lanciarli nel momento giusto. Dopo una prima parte senza giocare, ma allenandosi sempre al massimo è arrivato il momento di vedere tra i pali il giovanissimo Federico Botti.

Federico e' del giugno 2002 e sin da subito si appassiona al calcio, iniziando a giocare alla tenera età di 4 anni. Otto anni nel Ciliverghe, prima di passare all'Inter nella scorsa stagione. Nei nerazzurri non trova molto spazio e in estate il Brescia lo convince a trasferirsi nel settore giovanile delle rondinelle: una delle scuole di portieri più importanti in Italia.  Arriva nella sua nuova casa e sin da subito inizia ad allenarsi con la Primavera di mister Baronio. Fino a dicembre zero presenze, ma mai un allenamento saltato e una smorfia di disappunto: solo lavoro, lavoro e ancora lavoro.

Il suo 2018, invece, inizia alla grande: esordio da titolare contro l'Entella e conferma contro Parma e Cremonese, due partite su tre nelle quali il Brescia è uscito vincitore e Botti si è fatto notare con tutte le sue qualità. Ha dimostrato tanta personalità e nessuna paura nel giocare contro ragazzi più grandi di lui, facendo sempre la scelta giusta e sfoggiando anche una buona capacità di giocare palla con entrambi i piedi. Mancino naturale, fa dell'istintività una delle sue caratteristiche; difficilmente si scompone e dimostra una grande sicurezza. Un portiere dagli occhi di ghiaccio che non ha paura nell'uscire in mischia e liberare l'area come successo nella sfida contro il Parma...

Ora, però, andiamo un attimo a ritroso fino alla sua scelta particolare e singolare di voler fare il portiere. Federico infatti non ha... voglia di correre. Proprio così, tant’é che al primo allenamento il papà lo cerca con trepidazione in mezzo agli altri bambini, salvo scoprirlo soltanto dopo qualche minuto seduto in mezzo alla porta, intento a sorvegliare lo svolgimento dell’azione. Uno stupore che ben presto si trasformerà in consapevolezza, quella di una vera e propria vocazione che accompagna la carriera della maggior parte dei numeri uno. Federico, infatti, sta mostrando un talento non comune, perché non capita certo tutti i giorni di vedere un quindicenne esordire da protagonista in un campionato nel quale si confronta con ragazzi molto più grandi. Da buona Rondinella, Federico ha imparato presto a volare tra i pali.

Simone Brianti di MondoPrimavera.com